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Articolo su "La Repubblica" 06/04/2005 abuso di professione medica

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RIGENERARSI IN ESTATE CON IL CIBO da AAM Terra Nuova (Catia Trevisani)

L’organismo è costituito da settantacinque trilioni di cellule connesse tra loro da un tessuto chiamato connettivo. Questo tessuto svolge un ruolo fondamentale di mantenimento dell’equilibrio interno. Non solo connette e in qualche modo “tiene insieme” tutte le parti dell’organismo, ma grazie ai vasi, ai nervi e alle cellule spazzine e di difesa che contiene, fornisce nutrienti, ma è ancheil luogo in cui le cellule espellono tutte le scorie del loro metabolismo che poi vengono eliminate grazie al sistema linfatico e a cellule di difesa.

Quando il sistema di difesa e di ripulitura è sovraccarico o rallentato, il connettivo diventa un vero e proprio teatro di patologie infiammatorie e degenerative, inoltre si alterano gli scambi nutrizionali per cui le cellule sono poco nutrite e ossigenate e sono immerse in un ambiente intossicato.

L’infiammazione a questo punto assume il significato di un’intensa reazione biologica mirata all’eliminazione delle tossine, fenomeno che tende a sviluppare nel focolaio dell’infiammazione un maggior tasso di acidità e quindi una diminuzione del pH.
Uno dei primi risultati dell’infiammazione è quello di isolare dagli altri tessuti la zona più intossicata in modo da ritardare la diffusione di eventuali batteri e sostanze tossiche.
L’intensità del processo infiammatorio di solito è proporzionale all’entità del danno arrecato al tessuto dalle tossine.

Un’alimentazione eccessiva e squilibrata, così come un eccessivo stress nervoso sono condizioni di grossa intossicazione che genera a sua volta processi infiammatori che non sono altro che tentativi del corpo di purificarsi. Quando il corpo non ce la fa perché si è bloccato il processo con un farmaco antinfiammatorio, o perché il carico tossinico è veramente eccessivo, le tossine si accumulano e migrano in tessuti più profondi e possono portare a malattie degenerative.

Occorre aiutare il corpo con delle sostanze naturali e alimenti che favoriscano la disintossicazione ed il drenaggio a livello linfatico, intestinale, renale, epatico.
Anche la vita all’aria aperta ed il movimento fisico sono di grande aiuto in questo.

Quando il mezzo interno è in salute, le cellule, gli organi, i sistemi e gli apparati, l’intero organismo, l’intera persona vive una condizione di benessere e di salute.

I fluidi interni funzionano in un ambiente alcalino, il metabolismo cellulare produce naturalmente sostanze acide che devono essere eliminate. Alcuni cibi aumentano il carico acido dell’organismo, in particolare carne e in generale le proteine di origine animale. Per alcun persone è importante anche porre attenzione ad un’alimentazione con percentuali molto alte di carboidrati, soprattutto in forma di farine e graminacee, alimenti raffinati e processati in genere, cibi capaci di lasciare un residuo di cenere acida una volta metabolizzati nel corpo umano.

Il metabolismo cellulare produce normalmente sostanze acide, ma esiste una netta differenza tra gli acidi prodotti normalmente dalle cellule e quelli che vengono elaborati da una dieta ad alta percentuale di alimenti che rilasciano ceneri acide. Nel primo caso l’acido fisiologico è più debole e non richiede di essere metabolizzato da minerali vitali prima di essere espulso dall’organismo. Questi minerali vitali sono particolarmente contenuti in verdura e frutta.

Gli agrumi producono acidi deboli che sono facilmente eliminabili. Le ceneri lasciate dalla maggior parte di frutta e verdura non sono acide, anzi contengono minerali alcalinizzanti.

Il limone che a prima vista si considererebbe acido, è ottimo per l’organismo e corregge l’acidosi. E’ ricco di acido citrico, ma questo viene rapidamente metabolizzato attraverso la mucosa dei bronchi sotto forma di acido carbonico e non rimangono nell’organismo che i sali minerali che alcalinizzano.

Infine dobbiamo considerare l’inquinamento ambientale, l’abitudine del fumo, il consumo di cibi contenenti conservanti, coloranti, antiparassitari, ecc che sono dei veri e propri veleni che aumentano la produzione di radicali liberi nell’organismo, questi portano ad un precoce invecchiamento e facilitano l’insorgere delle malattie.

Verdure e frutta, offerti in abbondanza dalla natura nella stagione estiva, hanno un effetto altamente depurativo rivitalizzante, rigenerante e alcalinizzante.

Può essere interessante, per conoscersi meglio, provare a valutare il pH delle proprie urine. Si può fare da sé molto facilmente con delle semplici cartine tornasole che si acquistano in farmacia. Si inumidisce la cartina con una goccia di urina prelevata al mattino dopo l’eliminazione del primo getto urinario. Il colore ottenuto consente di stabilire un determinato valore numerico del pH: il giallo corrisponde all’ambiente acido (pH 5 o inferiore), il verde al neutro (pH circa 7), il colore blu all’alcalino (pH 8 o 9).
Il pH di un individuo sano con un’alimentazione equilibrata, che assume quindi una giusta quantità di verdure e frutta e non eccede nei cibi proteici, è di circa 7, 7.5.

La misurazione del pH delle urine consente di valutare se l’individuo ha una sufficiente riserva di minerali alcalini per neutralizzare gli acidi forti che sono contenuti negli alimenti proteici e raffinati.
I minerali che contribuiscono ad alimentare la riserva alcalina sono il sodio, il calcio, il magnesio, il ferro e il potassio.

Controllare il pH delle urine migliora la consapevolezza del proprio corpo e può essere un modo per motivarsi ad un’alimentazione sana.

La dieta estiva suggerisce di ridurre il più possibile il cibo di origine animale, abbondare in verdura e frutta, piccole porzioni di cereali integrali, aggiungere sempre semi oleosi: semi di sesamo, girasole, lino, zucca, mandorle e in generale frutta secca vanno ridotti, la stagione invita piuttosto ai cibi freschi.

L’ideale sarebbe una bella colazione a base di frutta, se si vuole si può aggiungere dello yogurt, meglio di soia per non introdurre in eccesso latticini a cui , tra l’altro, una larga fetta della popolazione è intollerante.
Lo yogurt di soia si può acquistare o ancora meglio si può preparare in casa, basta aggiungere al latte di soia i fermenti, mescolare bene e disporre di una yogurtiera. Si può preparare lo yogurt per tutta la settimana, e per rifarlo basta tenerne da parte una porzione e rimescolarlo a nuovo latte di soia.
Si possono aggiungere anche un cucchiaino di un cereale integrale e biologico macinato di fresco (basta disporre di un macinio da caffè), un cucchiaino o due di semi macinati, il succo di mezzo limone e un cucchino o due di olio di lino o di germe di grano o di semi di girasole spremuto a freddo. In questo caso la colazione è molto sostanziosa e permette di arrivare all’ora del pranzo senza bisogno di spuntini intermedi.

Gli altri due pasti saranno a base di una buona quantità di verdure. Ottimo il melone, si possono preparare delle spendide insalatone miste, da consumare come pasto unico, con l’aggiunta di semi, mandorle, lievito di birra in scaglie,o piccole quantità di mais, o pesce (sgombro, tonno, gamberetti per esempio).

Se non sono molto ricche da sostituire un pasto completo si consumano prima di una piccola quantità di cereale: riso, pasta, quinoa, miglio, farro, ecc o possono accompagnare una piccola quantità di legumi, meglio se freschi, o altre proteine vegetali come derivati della soia :tofu o tempe, seitan (alimento a base di glutine di grano) o, più raramente pesce, uova o carni bianche.

E’ importante introdurre quotidianamente una buona quantità di verdure a foglia verde, e non dimenticare carote, sedano, zucchine, fagiolini. Il cereale o le proteine, da dividere in pasti diversi, si accompagnano bene a verdure scottate, saltate in padella o cotte alla piastra.

Molto bene le zuppe da consumare tiepide, i passati di verdura, le creme di verdura a cui si può aggiungere un filo di panna vegetale.

Infine si possono preparare dei meravigliosi centrifugati che riforniscono l’organismo di vitamine e minerali con azione antiossidante, meglio di compresse e pasticche.

I centrifugati di carote sono ottimi consumati prima dei pasti, riducono la fame eccessiva, sono disintossicanti e riducono l’eccesso di peso, senza parlare della splendida tintarella e della protezione alla pelle grazie al contenuto in betacarotene. Un chilogrammo di carote centrifugate produce circa 250 cc di succo puro che va consumato subito dopo la preparazione. Le carote come tutti i vegetali che vengono centrifugati devono essere biologici o si rischia l’intossicazione da concimi chimici.

Alle carote si può aggiungere la mela, o del sedano.

Si possono preparare i centrifugati più vari con le verdure e la frutta che la natura ci mette a disposizione nella stagione estiva, basta un po’ di fantasia e la voglia di sperimentare.

Un altro buon abbinamento sono spinaci e pere, alle verdure si possono abbinare i germogli di crescione e alfa alfa, la mela può aiutare a dolcificare oltre a fornire benefici per le sue innumerevoli proprietà.

Qualche esempio

Estiva 1
Ingredienti: (dose per 1 persona) 4 albicocche, 200 g di uva bianca, 1 pera
Lavare bene la frutta, tagliare le albicocche a metà, toglier il nocciolo e affettarle, tagliare la pera senza privarla della buccia, aggiungere l’uva e centrifugare

Estiva 2
Ingredienti: (dose per 2 persone) 4 grosse mele (golden), ¼ di limone con la buccia, 2 coste di sedano
Lavare, tagliare a pezzi le mele lasciando buccia, torsolo e semi, introdurre nella centrifuga. Aggiungere il limone con la buccia e centrifugare.

Estiva 3
Ingredienti: (dose per 1 persona). 1 fetta d’ananas dello spessore di 1,5 cm, 1 mela rossa, 5 fragole. Tagliare la fetta d’ananas e la mela senza privarla della buccia, aggiungere le fragole e centrifugare.

Estiva 4
Ingredienti: (dose per una persona). 1 fetta d’ananas dello spessore di 1,5 cm, 1 arancia, ¼ di limone con la buccia, 1 mela
Tagliare l’ananas, sbucciare l’arancia cercando di eliminare meno possibile la parte bianca della buccia e dividerla in spicchi, tagliare a fette il limone con la buccia, aggiungere la mela a pezzi con buccia, torsolo e semi.


Per i bimbi i centrifugati sono un ottimo modo per offrire vitamine e minerali in forma naturale, si possono dolcificare con un cucchiaino di malto di riso, o succo di mela.

 

LE ALGHE da AAM Terra Nuova (Catia Trevisani)


Oggi, più che mai, sta emergendo un interesse generale verso le alghe, piante acquatiche così antiche e così ricche nella loro composizione, al punto da essere considerate come ottimi alimenti; sono molto utilizzate anche come rimedi fitoterapici e cosmetici.

Sono veramente molto antiche, basti pensare che le alghe, in forma di microrganismi vegetali monocellulari, furono le prime manifestazioni della vita che ebbero luogo in un ambiente acquatico. Queste poi consentirono l’instaurarsi di altre forme di vita, acquatica e terrestre.

Come tutti i vegetali, le alghe contengono la clorofilla, pigmento verde che consente la fotosintesi, processo attraverso il quale i vegetali trasformano l’energia luminosa del sole in energia chimica intrappolandola in molecole altamente energetiche. Le alghe assorbono l’anidride carbonica disciolta nelle acque e la utilizzano per produrre zuccheri, amido, cellulosa. Durante questo processo viene emesso ossigeno gassoso. Agli albori della vita sulla terra la maggior parte dell’ossigeno atmosferico proveniva dalle alghe e fu tale da consentire il nascere di nuove forme di vita più complesse ed evolute. Questa è la loro storia, dunque ci accompagnano da sempre e sono state sempre presenti in ogni tappa evolutiva della vita sul pianeta.

Ed ora la leggenda. In Oriente si narra che l’imperatore del Giappone, sorpreso da una tormenta di neve, si rifugiò in una locanda di campagna. L’albergatore, che era stato avvisato della visita da alcuni araldi che l’avevano preceduto, gli fece un’ottima accoglienza preparando alcuni piatti delicati tra cui spiccava una gelatina di alga rossa creata per l’occasione. Finito il banchetto i resti furono gettati fuori dalla locanda e gelarono durante la notte.

Al mattino, dopo il disgelo, il locandiere trovò al posto della gelatina una cosa rinsecchita, translucida. Incuriosito la raccolse, la mise nell’acqua bollente e restò veramente stupefatto quando vide che, dopo averla fatta raffreddare, aveva ottenuto di nuovo la gelatina.Fu una grande scoperta, dal 1600 fino alla metà degli anni ‘20, il Giappone fu l’unico produttore di agar. Verso la metà degli anni ’30 anche l’Italia sviluppò una sua produzione di gel algali utilizzando le alghe rosse presenti nel mar Tirreno adatte allo scopo.Esistono molti tipi di alghe.Vi sono alghe microscopiche, alghe giganti (centinaia di metri di lunghezza) e alghe intermedie.
Si suddividono in oltre 25.000 specie. A seconda del pigmento che contengono hanno una colorazione diversa: verde, giallo, rosso, rosso-violaceo, azzurro, blu, bruno.
Vivono fissate agli scogli, o ai fondali rocciosi in acque poco profonde, o galleggiando libere a diverse profondità.

Le alghe verdi vivono in superficie, le brune a maggior profondità, le rosse ancor più profondamente.
Alghe verdi: tra queste la lattuga di mare è la più consumata come alimento nei Paesi nordici e in Oriente.
Alghe rosse: il lichene d’Irlanda è molto utilizzato come addensante e gelatinizzante nell’industria alimentare. Dal gelidium si ottiene l’agar agar. La nori è consumata molto in Oriente e nella cucina macrobiotica.

Alghe brune: le laminariacee e le fucacee sono molto utilizzate nell’alimentazione.

Tra le microalghe la chlorella e la spirulina sono le più interessanti. Si tratta di alghe microscopiche ricche in proteine di elevato valore biologico, contengono numerose vitamine tra cui Betacarotene, B1, B2, PP, B6, Biotina, B12.La chlorella fornisce un concentrato proteico, vitaminico, minerale, contiene pochi grassi e zuccheri, è utile nell’obesità, produce un effetto di sazietà per la presenza di fenilalanina e per il suo lento transito attraverso lo stomaco, inoltre stimola il sistema immunitario e svolge un’azione disintossicante su fegato, circolo sanguigno, intestino. Facilita l’assorbimento del ferro nei casi di anemia, è utile nella debilitazione fisica e nelle forme depressive.La spirulina è un’alga azzurra, possiede una curiosa forma a spirale, a “cavatappi”. E’ molto importante per il forte contenuto proteico, disintossicante, è utilizzata nei rallentamenti metabolici e per il controllo dell’appetito.

Principi Spirulina Clorella
proteine
71%
55%
glucidi
16.5%
20%
lipidi
12,5%
15%

Le macroalghe, molto più grandi, sono utilizzate come alimenti da moltissimi popoli fin da tempi remotissimi.
Sono povere di cellulosa, molto povere di grassi e contengono una certa quantità di proteine, sono ricchissime di carboidrati sotto forma di mucillagini, sono ricche di minerali.

Contengono enzimi, tutte le vitamine liposolubili (A, D, E, K), l’intera gamma delle vitamine B (particolarmente abbondante la B12) e la vitamina C (che però è distrutta con l’essicazione), pigmenti, proteine (hanno un buon valore biologico), la metionina è scarsa, ma è presente il suo precursore fisiologico, la colina. Infine l’alga marina è un concentrato di acqua di mare e racchiude in sè tutti i suoi principi minerali e gli oligoelementi. Il minerale più presente è lo iodio (dallo 0,3 all’1% del suo peso secco), seguono potassio, sodio, calcio, magnesio, ferro, manganese, alluminio, fosforo, zolfo, cloro, rame, nichel, silicio, stagno, germanio, selenio, cromo, gallio, argento, oro, bismuto, litio, boro, zinco, bario, cobalto, ecc.Funzioni terapeutiche delle algheLe funzioni terapeutiche delle alghe sono veramente numerose: stimolano la tiroide attivando il metabolismo, (effetto dimagrante solo negli obesi), sono tonificanti e aumentano le difese, sono demineralizzanti, combattono gli squilibri costituzionali, in particolare nei tipi linfatici, combattono i processi degenerativi dovuti all’invecchiamento ed esercitano un’azione depurativa, attivano la circolazione, combattono i reumatismi cronici.

Queste azioni dipendono quasi totalmente dagli oligoelementi e dai macroelementi presenti nelle alghe
Le indicazioni sono dunque le più diverse: linfatismo, demineralizzazione, scarsa resistenza alle malattie, astenia psicofisica, stress, disturbi della crescita, senescenza, rachitismo, anemia, bronchiti croniche, asma bronchiale, allergie, reumatismo cronico,gotta, uricemia, sequele di fratture, disturbi circolatori e prevenzione e trattamento di malattie cardiovascolari, coronaropatie e aterosclerosi, ipercolesterolemia, ipertensione, obesità, cellulite, rinofaringiti, ipotiroidismo e gozzo.

Attualmente le alghe fanno parte di una cinquantina di specialità farmaceutiche che includono mucoprotettori, lassativi, preparati per l’obesità, integratori per gli astenici, gli anoressici, per i disturbi della crescita e demineralizzazione.

Ipercolesterolemia
Le mucillagini delle alghe limitano fortemente l’assorbimento del colesterolo e il riassorbimento degli acidi biliari perchè si legano a tali sostanze. Questo favorisce l’emissione di acidi biliari e colesterolo con le feci. Inoltre contengono aminoacidi solforati (taurina) e sostanze steroliche che riducono i livelli di colesterolo nel plasma.

Stipsi
A causa del loro carattere fortemente idrofilo le mucillagini contenute nelle alghe subiscono un notevole incremento di volume provocando un aumento della massa fecale nel colon, questo produce un’accelerazione del transito intestinale riducendo il ristagno delle scorie.

Gozzo
Una conseguenza della carente secrezione di ormoni tiroidei è la comparsa del gozzo, vi è un aumento dell’ormone ipofisario TSH che stimola la tiroide causandone l’ingrossamento.
Una delle cause di gozzo è la scarsità di iodio che può essere ambientale, o dovuta a fattori genetici, di natura enzimatica che impediscono una normale produzione di ormoni.

Obesità
Il trattamento dell’obesità è una delle maggiori indicazioni delle alghe per la loro ricchezza in mucillagini e complessi iodati. Le mucillagini sono sostanze non assimilabili che, assorbendo liquido nell’apparato digerente, aumentano parecchie volte il loro volume. In questo modo attenuano l’appetito, procurano una sensazione di sazietà, accelerano il transito intestinale, limitano l’eccessivo assorbimento di sostanze nutritive. Inoltre contengono iodio in una forma facilmente utilizzabile dalla tiroide per la sintesi di ormoni tiroidei che stimolano il metabolismo. Le alghe contengono inoltre sostanze che agiscono sulle lipasi che demoliscono i grassi.Disturbi dell’apparato osteoarticolare
Il calcio per essere fissato dalle ossa deve essere presente in precisi rapporti quantitativi con fosforo e magnesio: calcio 2,5 parti, magnesio 1,5 parti, fosforo 1 parte. Queste proporzioni sono pienamente rispettate nelle alghe marine.


L’unica controindicazione è l’ipertiroidismo per il contenuto di iodio che stimola la tiroide.L’utilizzo delle alghe nell’alimentazione si perde nella notte dei tempi, in Oriente come in Occidente. Le più utilizzate sono le kombu, le wakame, le nori, le hiziki, le dulse, l’agar agar.

Composizione (g. per 100 g) Hiziki Kombu Wakame Nori
Carboidrati 29,8 46,9 47,8 61,5
Proteine 5,6 6,9 12,7 20,7
Grassi 0,8 1,7 1,5 0,3
Cellulosa 13 4,7 3,6 7,2
Acqua 16,8 18,1 16 3,7
Ceneri (minerali) 34 21,7 18,4 6,6

KOMBU
I suoi principali elementi nutritivi sono: carboidrati, iodio, fosforo, cloro, vitamina B1 e C.
Utile nel trattamento di problematiche del colon e dei polmoni, per i disturbi vascolari, le artriti, gli squilibri ghiandolari. Si usa nella cottura dei legumi per limitare la fermentazione.

WAKAME
Contiene molto calcio, ferro, potassio, fosforo, selenio, zolfo, vit. A, B1, B2, C e B12.
Disintossica il fegato, depura l’organismo dalle scorie radioattive e dai metalli pesanti. E’ particolarmente importante il suo utilizzo in tutte le circostanze in cui è necessario un miglior assorbimento del calcio nella parte dell’intestino adibito a questa funzione. E’ dunque indicata nei casi di carenza di calcio in adulti e bambini.

NORI
E’ l’alga più ricca di proteine, inoltre contiene più del triplo di vitamina A rispetto al rosso d’uovo.

HIZIKI
Contiene il più alto tenore di minerali e oligoelementi. Riduce il tasso di colesterolo.

ARAME
Sono simili alle hiziki, fortemente remineralizzanti.

AGAR AGAR
La sua caratteristica principale è l’alto contenuto di mucillagini e alginato, per cui è usata come addensante per gelatine, gelati, budini, inoltre è ottima in caso di stipsi.A questo punto è ovvio considerare come un uso quotidiano di quantità minime di alghe diventa un ottimo modo per mantenersi in buona salute, prevenire malattie, integrare un’alimentazione spesso povera di sostanze vitali, per eliminare i metalli pesanti e le tossine che il tipo di vita di oggigiorno ci fa accumulare.

Inoltre arricchiscono di sapore la nostra cucina e costituiscono una nota di novità.

In particolare sono ottime le zuppe di verdura con l’aggiunta di un pezzettino di wakame messa 15 minuti in ammollo e poi tagliuzzata. Le minestre di legumi o i legumi in genere con l’aggiunta di un pezzetto di alga kombu che riduce la fermentazione e ne facilita la cottura.

Ottime le hizichi e le arame messe in ammollo e poi aggiunte, tagliuzzate, nei sughi per la pasta o i cereali, oppure messe in un vasetto con uguali parti di acqua e aceto di mele, quando si sono ammorbidite si aggiungono in piccola quantità alle insalate e alle verdure crude. Famosi sono i sushi giapponesi, preparati con alga nori passata pochi istanti sulla fiamma e poi utilizza per preparare involtini contenenti riso e verdure.
Veramente molteplici sono gli utilizzi delle alghe in cucina, proponiamo qualche ricetta.

 

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